Le funzioni

I compiti del Consiglio Nazionale del Notariato sono così stabiliti dalla legge:

a) fornire pareri al Ministero della Giustizia, se richiesto, su disposizioni da emanarsi concernenti l'ordinamento notarile e su argomenti che riguardino la professione;

b) presentare proposte che ritenga opportune in materia di Notariato;

c) raccogliere e coordinare le proposte dei Consigli Notarili e dei notai;

d) assumere iniziative di studio interessanti la categoria;

e) curare la tutela degli interessi della categoria;

f) elaborare principi di deontologia professionale.

Per svolgere le proprie funzioni il Consiglio può istituire apposite commissioni, con l'apporto anche di elementi esterni aventi particolari competenze specifiche. Una commissione speciale, denominata "Osservatorio permanente per la deontologia", sorveglia sulla uniforme applicazione in tutto il territorio nazionale del Codice Deontologico, complesso di norme comportamentali vincolanti per tutti i notai, elaborato dal CNN e pubblicato per la prima volta nell'anno 1994. Il testo attualmente in vigore è stato approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato con deliberazione n. 2/56 del 5 aprile 2008.

Esula invece dalla competenza del CNN l'esame e la soluzione dei casi specifici e l'applicazione delle sanzioni disciplinari: questa materia è riservata ai singoli Consigli Notarili Distrettuali.

Come organo di rappresentanza politica della categoria, il Consiglio cura i rapporti con lo Stato nei campi connessi alla funzione notarile, organizza i congressi nazionali e promuove convegni per lo studio delle problematiche del momento e delle novità legislative, organizza o patrocina corsi di aggiornamento professionale per i notai in esercizio attraverso la Fondazione Italiana del Notariato, adotta i provvedimenti del caso che venissero suggeriti da quesiti o esposti di interesse generale.

Il Consiglio non ha competenza sul concorso per la nomina a notaio: deve solo fornire al Ministero della Giustizia un elenco non vincolante di notai fra i quali il Ministero possa scegliere i sei notai che, con nove magistrati e sei professori universitari docenti di materie giuridiche, anch'essi di nomina ministeriale, costituiranno la commissione d'esame. La organizzazione e la gestione del concorso è riservata esclusivamente al Ministero della Giustizia.