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Il concorso notarile

 

Terminato il periodo di pratica l'aspirante notaio – in possesso della cittadinanza italiana o di un altro Stato membro dell'Unione europea  - può partecipare al concorso per esami.


In media solo un aspirante ogni venti supera il concorso, che richiede una preparazione giuridico-fiscale di altissimo livello. 

Il concorso si svolge a Roma.

 

La prova di preselezione informatica per l'ammissione al concorso, istituita con la legge 26 luglio 1995, n. 328,  è stata soppressa dall'art. 66 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (in G.U. n. 140 del 19 giugno 2009, Supplemento Ordinario n. 95).


L'esame scritto consta ora di tre distinte prove teoriche-pratiche, riguardanti un atto di ultima volontà e due atti tra vivi, di cui uno di diritto commerciale.
I candidati che hanno superato l'esame scritto sono ammessi all'esame orale che consta di tre distinte prove sui seguenti gruppi di materie:
a) diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione, con particolare riguardo agli istituti giuridici in rapporto ai quali si esplica l'ufficio di notaio;
b) disposizioni sull'ordinamento del notariato e degli archivi notarili;
c) disposizioni concernenti i tributi sugli affari.

Il limite d’età per partecipare al concorso è di 50 anni.

La commissione esaminatrice è composta da:
a) un magistrato di cassazione, con funzioni direttive superiori, che la presiede;
b) un magistrato idoneo alla nomina in cassazione, con funzioni di vice presidente;
c) quattro magistrati con qualifica di magistrato di appello;
d) tre professori universitari, ordinari o associati, che insegnino materie giuridiche;
e) sei notai, anche se cessati dall'esercizio, che abbiano almeno dieci anni di anzianità nella professione.

Cambia anche il sistema di correzione delle prove scritte: gli elaborati saranno valutati complessivamente e non più singolarmente.

Ai vincitori del concorso viene assegnata la sede presso la quale il neo notaio è tenuto ad avviare uno studio entro tre mesi.

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