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Beni artistici e storici

10/09/2009 -

Studio n. 411-2009/C - Dismissione dei beni pubblici e beni culturali alla luce della più recente normativa

- di Giovanni Casu e Cristina Lomonaco


1. Normativa; 2. Cartolarizzazione e funzione della SCIP; 3. Disciplina precedente; 4. Disciplina successiva; 4.1. Art. 57-bis del codice dei beni culturali; 4.2 Soppressione della SCIP; 4.3. Conclusioni;

07/03/2005 -

Studio n. 5625/C/2005 - Codice dei beni culturali ed edifici di edilizia residenziale pubblica

- di Daniela Boggiali - Cristina Lomonaco


1. Premessa – 2. Criteri di applicazione delle norme sulla circolazione dei beni culturali – 3. Natura dei soggetti proprietari delle case di tipo economico popolare – 4. Ipotesi particolari – 4.1 Alienazione ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge 24 dicembre 1993 n. 560 – 4.2 Trasformazione in diritto di proprietà delle aree acquisite in diritto di superficie ai sensi dell’art. 31, commi 45 ss. della legge 23 dicembre 1998 n. 488 (legge finanziaria 1999).

02/07/2004 -

Studio n. 5140/2004 - Ulteriori riflessioni sul codice dei beni culturali

- di Daniela Boggiali - Cristina Lomonaco

Il 1° maggio 2004 è entrato in vigore il nuovo codice dei beni culturali, adottato con il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Tale codice contiene l’attuale disciplina dei vincoli al trasferimento dei beni che, ai sensi della normativa in esso contenuta, sono qualificati come beni culturali.Come per il passato, tali vincoli consistono, per alcuni beni, nell’obbligo di preventiva autorizzazione amministrativa e, per tutti i beni culturali, nell’obbligo di denuncia del trasferimento della proprietà o della detenzione e nel diritto di prelazione in favore dello Stato. L’autorizzazione è prevista dalla legge per l’alienazione di un bene culturale quando il titolare di tale bene sia un ente pubblico o una persona giuridica senza scopo di lucro.
20/04/2004 -

Studio n. 5019/2004 - Codice dei beni culturali - Prime riflessioni

- di Giovanni Casu

Il codice dei beni culturali, adottato con decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, entrerà in vigore il 1° maggio 2004, ai sensi dell'art. 183, ultimo comma, che dispone espressamente in tal senso. Si tratta di un provvedimento legislativo adottato sulla base dell'art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137, il quale testualmente dispone la delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, stabilendo fra l'altro i seguenti criteri: "aggiornare gli strumenti di individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e ambientali, anche attraverso la costituzione di fondazioni aperte alla partecipazione di regioni, enti locali, fondazioni bancarie, soggetti pubblici e privati, senza...
16/12/2003 -

Studio n. 4708/2003 - Individuazione dei beni culturali in mano pubblica a proposito del D.L. 2 ottobre 2003, n. 269

- di Giovanni Casu

L'art. 27 del decreto legge 2 ottobre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326, reca una norma del seguente tenore: "Le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, alle città metropolitane, ai comuni e ad ogni altro ente ed istituto pubblico, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, sono sottoposte alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio culturale fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2". Interpretata letteralmente, la norma sembrerebbe avallare la conclusione che tutti i beni immobili e mobili, purché appartenenti allo Stato o ad ente pubblico (ente locale o meno), debbano sottostare ad una duplice disciplina: ...
25/10/2000 -

Studio n. 3112/2000 - Regolamento che disciplina l'alienazione di beni immobili del demanio storico e artistico

- di Giovanni Casu

Il D.P.R. 7 settembre 2000, n. 283, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2000, ed entrato in vigore il 28 ottobre 2000, sulla base dell'ordinaria vacatio legis che vale anche per le norme di carattere regolamentare, contiene un regolamento inteso a disciplinare le alienazioni dei beni culturali consistenti in immobili appartenenti allo Stato o agli enti territoriali (regioni, provincie, comuni). Trattasi di regolamento emanato ai sensi dell'art. 17, 2° comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400, cioè di regolamento che la dottrina qualifica come «delegato», perché dotato di capacità di disciplinare ex novo materie già disciplinate con legge, provvedendo se del caso all'abrogazione di quest'ultima...
03/05/2000 -

Studio n. 2749/2000 - Testo unico in materia di beni culturali e ambientali

- di Giovanni Casu

Il Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, intitolato “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1999, n. 302, Supplemento ordinario n. 229/L, ha interamente rivisto tutta la disciplina dei beni culturali, provvedendo contemporaneamente ad abrogare le norme finora esistenti in materia, fra le quali vanno segnalate, come norme basilari, la legge 1° giugno 1939, n. 1089, recante la disciplina dei beni culturali e artistici e la legge 29 giugno 1939, n. 1497, modificata dal noto decreto Galasso (Decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modifiche in legge 8 agosto 1985, n. 431).
15/12/1999 -

Studio n. 2624/1999 - Beni culturali e sanatoria prevista dall’art. 33 della legge finanziaria 1999

- di Giovanni Casu

L’art. 33 della legge finanziaria 1999 (legge 23 dicembre 1998, n. 448) dispone testualmente: “I beni immobili notificati ai sensi della legge 20 giugno 1909, n. 364, o della legge 11 giugno 1922, n. 778, per i quali non siano state in tutto o in parte rinnovate e trascritte le notifiche ai sensi dell’art. 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, sono su domanda degli aventi diritto, da presentare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, ricompresi a tutti gli effetti tra gli immobili notificati e vincolati ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089. Alle alienazioni, totali o parziali, dei beni immobili di cui al periodo precedente, avvenute prima della data di entrata in vigore della presente legge, non si applicano le disposizioni di cui al capo III,...
01/10/1999 -

Studio n. 63/1999/T - Vendita bene culturale - Tassazione

- di Cinzia Brunelli

Gli atti di alienazione di beni immobili che, presentando interesse artistico, storico, archeologico o etnografico, sono soggetti alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, trovano disciplina nel capo III, sezione II della suddetta normativa. L'art. 30 prevede un obbligo in capo al proprietario o a chiunque a qualsiasi titolo detenga un bene che abbia formato oggetto di notifica, di denunziare al Ministero per i beni culturali ed ambientali ogni atto, a titolo oneroso o gratuito, che ne trasmetta, in tutto o in parte, la proprietà o la detenzione. Nel caso di alienazione a titolo oneroso, il successivo art. 31 riconosce al suddetto Ministero la facoltà di acquistare la cosa al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione.
15/12/1998 -

Studio n. 2199/1998 - Legge Bassanini-ter e beni culturali

- di Giovanni Casu


La c.d. legge Bassanini-ter (legge 16 giugno 1998, n. 191) ha introdotto rilevanti modifiche alla legge Bassanini-bis (legge 15 maggio 1997, n. 127) in materia di disciplina dei beni culturali. Le modifiche concernono prevalentemente la normativa relativa alle contrattazioni sui beni culturali appartenenti allo Stato ed agli enti locali; e si discute peraltro se alcune modifiche riguardino anche le autorizzazioni in via generale necessarie per l’alienazione dei beni delle persone giuridiche. Le due materie vanno esaminate separatamente.

23/06/1998 -

Studio n. 2011/1998 - Beni culturali e contrattazione immobiliare

- di Giovanni Casu

1. Quesito. E’ stato prospettato il seguente quesito: la nullità prevista dall’art. 61 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 è sanabile? In particolare, allorquando sia rimasta inosservata la norma che prevede la preventiva autorizzazione della Sovrintendenza per i beni culturali prima dell’alienazione di bene culturale appartenente ad ente locale, ad ente pubblico, oppure ad una persona giuridica, pena la nullità dell’atto posto in essere, si è chiesto se sia consentito il rilascio di un’autorizzazione tardiva, sanando quella che l’art. 61 della legge 1089 del 1939 qualifica come “nullità di pieno diritto”. Prima di affrontare il problema nodale della qualificazione esatta da attribuire alla sanzione di “nullità” disciplinata dall’art. 61 della legge 1089, appare...
21/07/1997 -

Studio n. 1706/1997 - Appunto preliminare in tema di conferimento in società di beni in natura e diritto di prelazione

- di Mario Stella Richter jr

1. La questione che occasiona questo appunto è la seguente: ci si chiede se sia possibile esercitare da parte dello Stato il diritto di prelazione, previsto dall'art. 31, I comma, della legge 1° giugno 1939, n. 1089 (recante tutela delle cose d'interesse artistico e storico) (1), su di un bene vincolato (attraverso la notifica prevista dagli artt. 3 e 5 della citata legge), qualora detto bene sia conferito in società (di capitali).2. Lo studio del tema potrebbe essere variamente impostato ed in ogni caso sembrerebbe, già a prima vista, portare a risultati coincidenti (2).a. Da un punto di vista strettamente letterale, interrogandosi sul significato, più o meno tecnico, dei termini “alienazione”, “prezzo”, “corrispettivo” contenuti in quella...


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