Si chiede di esprimere un parere in merito alle posizioni giuridiche riconducibili alla società privata che - giusta concessione demaniale marittima rilasciata dall’Amministrazione competente nell’ottobre del 2001 - ha realizzato il “Porto di Roma” – essenzialmente costituito da posti barca, box, posti auto, appartamenti e locali commerciali - nonché ai suoi aventi causa, con i quali la concessionaria ha posto in essere atti dispositivi su quei beni.
1. Linee guida del Testo Unico; 2. Brevi cenni sulla previgente normativa in materia di espropriazioni; 3. Oggetto ed ambito applicativo del T.U. n. 327/2001; 4. Le fasi del procedimento espropriativo; 5. La fase della sottoposizione del bene al vincolo preordinato all’esproprio; 6. La fase della dichiarazione di pubblica utilità; 7. La fase di emanazione del decreto di esproprio; 8. Il decreto di esproprio; 9. Cenni sulla indennità di espropriazione; 10. Retrocessione; 11. Occupazione temporanea; 12. Cessione Volontaria; 13. Utilizzazione di un bene per scopi di interesse pubblico, in assenza di un valido provvedimento ablatorio; 14. Disposizioni particolari; 15. Disposizioni sulla tutela dei diritti e degli interessi legittimi; 16. Norme transitorie e finali. Entrata in vigore.
Nell’ambito della categoria dei beni pubblici, i beni appartenenti al demanio marittimo sono oggetto di una disciplina propria, desumibile oltre che dai principi generali contenuti nel codice civile dalle specifiche norme dettate dal codice della navigazione. Proprio la specialità della normativa induce l’interprete ad interrogarsi in ordine ad aspetti determinati quali in primo luogo quelli inerenti l’acquisto e la perdita del requisito della demanialità. In particolare rileva in questa sede accertare se sia possibile ravvisare la sdemanializzazione tacita di beni facenti parte del demanio marittimo o se al contrario sia necessario un esplicito atto di sdemanializzazione, affinché un bene venga sottratto alla relativa disciplina pubblicistica.
1. Il regime giuridico delle acque. Cenni generali sulla nuova disciplina, sulle finalità che intende perseguire e sul quadro normativo, anche storico, nel quale si inserisce. - 1.1. Nuova e previgente normativa: il t.u. 1775 del 1933. Prime considerazioni sull’alienabilità delle risorse in questione. - 2. L’orientamento della Corte Costituzionale sul tema: la decisione 10 luglio 1996, n. 259. Il criterio della centralità dell’utilizzo delle acque. - 3. Sulle forme di utilizzazione dei beni pubblici da parte dei privati: le concessioni. - 4. Più in particolare sulla disciplina delle acque: acque private ed acque pubbliche. - 4.1 Le acque private (rectius non pubbliche) nella disciplina del codice. - segue) La natura del diritto di utilizzazione delle acque non pubbliche previsto dalla normativa...