1. La trasformazione dopo la riforma del diritto societario. Un nuovo modo di intendere il principio di continuità; 2. I limiti legali alla trasformazione: in particolare, l'art. 2500- octies ; 3. Limiti sistematici alla trasformazione: in particolare la trasformabilità della associazione non riconosciuta; 4. Fattispecie trasformative atipiche. In particolare la trasformabilità di associazione in fondazione (e viceversa); 5. Il procedimento nelle trasformazioni eterogenee atipiche; 6. Casistica emersa dalla prassi La trasformazione di associazione (non riconosciuta) in consorzio; 7. La trasformazione di comitato in associazione non riconosciuta; 8. La trasformazione di società consortile a responsabilità limitata in fondazione
Con il D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 ("Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale"), che recepisce ed attua i principi ed i criteri direttivi dettati dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662, il legislatore italiano ha inteso realizzare una risistemazione organica della materia degli enti non commerciali e del cd. "terzo settore". In realtà la disciplina quale si viene ad evidenziare ad opera delle modificazioni ed integrazioni apportate dal succitato provvedimento ha essenzialmente carattere fiscale, e forse non comprende neanche l’intero ambito sopra evidenziato; è peraltro indubbio che ne raccoglie la parte più rilevante, e i riflessi di tipo civilistico sono comunque di non marginale profilo...