Al momento della compravendita di un immobile, la legislazione tributaria italiana prevede il pagamento di determinate imposte e tasse, da pagarsi in genere contestualmente alla stipula del contratto notarile di compravendita, nelle mani del notaio che svolge, dunque, il “gravoso” compito di esattore delle tasse.
Tali imposte sono prevalentemente a carico del
compratore.
Il fisco infatti al momento dell’acquisto tassa la “ricchezza” indirettamente manifestata dal soggetto acquirente, consistente appunto nel prezzo pagato per l’acquisto dell’immobile (cosiddetta imposta indiretta).
Tuttavia anche il
venditore, in determinate e specifiche ipotesi può vedersi tassato il guadagno ricavato dall’alienazione dell’immobile, ossia la ricchezza direttamente ottenuta a seguito della vendita di un suo bene (cosiddetta imposta diretta).
In considerazione, talvolta, della loro incidenza che possono avere sulla decisione se vendere/acquistare, è opportuno conoscere, seppur sommariamente, quali siano le imposte collegate alla conclusione di una compravendita sotto un duplice punto di vista: dal lato del venditore e dal lato dell’acquirente. In particolare, per il venditore, la cessione di un immobile, in determinate circostanze, può riservare spiacevoli sorprese a livello economico, tali da influenzare sensibilmente la decisione in merito alla vendita stessa o quantomeno al reale guadagno ottenibile.