Si precisa che nella ricerca effettuata sui files PDF non vengono presi in considerazione i caratteri speciali. Per esempio:
' , ; . : _ - ? ! # @ * [ ] + ^ " / \ > < | ° § ! & ( ) { }

Ufficio Studi

Consulta l'archivio degli studi elaborati dalle Commissioni di studio, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato e ritenuti di interesse generale.

678results
  • Studio n. 1251/1996- Autorità competente alla sottoscrizione del certificato di destinazione urbanistica - di Nicola Raiti

    Si è posto il problema se il certificato di destinazione urbanistica, prescritto dall'art. 18 della legge n. 47 del 1985 sul condono edilizio, debba necessariamente essere firmato dal sindaco, come stabilisce detto articolo, o possa essere firmato anche da un funzionario del Comune. L'art. 18, 3° comma della legge 47 stabilisce che "il certificato di destinazione urbanistica deve essere rilasciato dal sindaco entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della relativa domanda". Altra volta il Consiglio nazionale (Nota del 3 luglio 1992) aveva espresso l'avviso che il certificato di destinazione urbanistica dovesse necessariamente ...

  • Studio n. 1086/1995 - Sul trasferimento di una farmacia - di Carlo Angelici

    Si è posto il problema di determinare il momento in cui può ritenersi avvenuto il trasferimento della titolarità di una farmacia; e ci si è chiesto se esso debba individuarsi in quello nel quale le parti stipulano il relativo contratto oppure nell’altro del “riconoscimento” amministrativo dello stesso. Ciò in relazione al disposto del terzo comma dell’art. 12, legge 2 aprile 1968, n. 475, secondo cui “il trasferimento del diritto di esercizio della farmacia deve essere riconosciuto con decreto del medico provinciale”. La questione è, come si vedrà, largamente opinabile ed appare necessario, per una sua corretta impostazione, muovere dal ruolo operativo che...

  • Studio n. 873/1995 - Nuove norme e vecchie questioni in materia di «silenzio» della Pubblica Amministrazione - di Mario Stella Richter jr

    1. L’introduzione nel nostro ordinamento di nuove norme che riformano il congegno del silenzio-assenso (, silenzio-accoglimento, o meglio silenzio positivo) ripropone alla attenzione dei pratici (e talvolta anche a quella dei teorici) i nodi tradizionali di quell’istituto. Ciò è avvenuto anche a seguito dell’emanazione delle norme contenute negli artt. (2, da una prospettiva generalissima, e) 19 e ss. della legge 7 agosto 1990, n. 241, sul procedimento amministrativo, e della approvazione del regolamento di attuazione (: D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, modificato con D.P.R. 9 maggio 1994, n 407). La circostanza che le questioni, così nuovamente (ri)sollevate, sono per la più gran parte “classiche” rende in questa sede: per un verso, più facile...

  • Studio n. 420/1995 - Tempestività della domanda in concessione in sanatoria inviata tramite servizio postale - di Giorgio Baralis

      A partire dai primi anni settanta una serie di interventi legislativi regolamenta in maniera particolare il problema del rispetto dei termini decadenziali nell’ipotesi in cui istanze o denunce alla P.A. siano inviate a mezzo del servizio postale. 1. In materia di I.V.A. provvede l’art. 37 comma terzo DPR 26.10.1972, n. 633. 2. In materia di dichiarazione dei redditi provvede l’art. 164 DPR 29.5.1982, n. 655.

  • Studio n. 838/1995 - In tema di prelazione agraria del confinante - di Gennaro Liguori

     Oggetto di vendita è un terreno non frazionato che ricade in due zone di piano regolatore, in parte preponderante è edificabile, mentre per la restante parte è agricolo. Il coltivatore diretto confinante (si presume, con la parte agricola) ha diritto di prelazione in caso di vendita? In caso positivo, quale è la portata di tale diritto? La norma direttamente interessata dal quesito è quella contenuta nel 1° e 2° comma dell’art. 8 della legge 26 maggio 1965 n. 590: “In caso di trasferimento a titolo oneroso o di concessione in enfiteusi di fondi concessi in affitto a coltivatori diretti, a mezzadria, o colonia parziaria, o a compartecipazione, esclusa quella stagionale, l’affittuario, il mezzadro, il colono o il compartecipante, a parità di condizioni, ha diritto di prelazione purché coltivi il fondo stesso da almeno quattro

  • Studio n. 777/1994 - Commerciabilità dei terreni soggetti ad uso civico - di Giovanni Casu

    Il tema dell'uso civico ha affascinato soprattutto gli storici del diritto, mentre gli studiosi del diritto vigente se n'erano occupati finora soltanto di passaggio, prevalentemente sul versante del diritto pubblico, alla ricerca dell'esatta collocazione sistematica del godimento collettivo a favore delle popolazioni che potevano invocare l'uso civico. Solo di recente è stata data maggiore consistenza alla trattazione della materia, con opere monografiche di vasto respiro. A fronte di una dottrina che ha stentato a decollare, vi è stata una giurisprudenza della Suprema Corte piuttosto vasta, a partire dal  momento dell'entrata in vigore della legge del 1927, giurisprudenza sul cui rigore e ripetitività è stato nella sostanza costruito un grosso ostacolo alla liquidazione dell'uso civico nelle campagne.

  • Studio n. 734/1994 - Mutamento di destinazione senza opere e legislazione regionale - di Giovanni Casu

    L'art. 25, ult. co. della legge 28 febbraio 1985, n. 47 demanda alle leggi regionali di regolamentare le destinazioni d'uso degli immobili "nonché dei casi in cui per la variazione di uso sia richiesta la preventiva autorizzazione del sindaco". Una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 498 del 31 dicembre 1993), ribadendo quanto già affermato dalla stessa Corte in altra occasione (sentenza n. 73 dell'11 febbraio 1991), ha stabilito che l'ultimo comma dell'art. 25 della legge 47/1985 contiene una norma di principio: appunto quella che ogni mutamento di destinazione non accompagnato da opere edilizie (la Corte parla di ...

  • Studio n. 778/3/1994 - La disciplina del credito fondiario nel nuovo testo unico - di Giorgio Baralis - Gennaro Mariconda

    E' indispensabile premettere alcune considerazioni della Corte costituzionale in materia di credito fondiario. La Corte costituzionale, negli anni passati, si è pronunciata più volte sull'argomento, in ogni decisione indicando le peculiarità che distinguono tale istituto dalle altre forme di credito e che ne giustificano la particolare disciplina (specialmente in materia di esecuzione e di fallimento). La sentenza fondamentale, a cui rimandano tutte le pronunce successive (sentenze 61/68, 211/76, 249/84), è la n. 166 del 1963, nella quale si legge che "le speciali garanzie assicurate agli istituti di credito fondiario e agrario" .... "rispondono a particolari esigenze di questo settore", quali quella di "assicurare, attraverso la più rapida e agevole realizzazione...    

  • Studio n. 525/1993 - Le persone giuridiche straniere - di Emanuele Cal&ograve;

    Le persone giuridiche straniere sono gli enti, diversi dalle società e non aventi per scopo principale l'esercizio di un'attività economica (1), che hanno conseguito all'estero il riconoscimento della loro personalità, a prescindere dall'origine nazionale degli associati e dalla provenienza del patrimonio. Ciò sta a significare che vi e` una netta differenza a tale riguardo col regime delle società, in quanto il criterio della nazionalità degli associati non dovrebbe, in linea generale, esplicare una specifica rilevanza, poiche` l'atto di riconoscimento da parte dello Stato italiano ed i successivi controlli dovrebbero esaurire i profili attinenti all'eventuale partecipazione straniera (2). I poteri dello Stato ...

  • Studio n. 525/1993 - Le persone giuridiche straniere - di Emanuele Cal&ograve;

    Le persone giuridiche straniere sono gli enti, diversi dalle società e non aventi per scopo principale l'esercizio di un'attività economica, che hanno conseguito all'estero il riconoscimento della loro personalità, a prescindere dall'origine nazionale degli associati e dalla provenienza del patrimonio. Ciò sta a significare che vi e` una netta differenza a tale riguardo col regime delle società, in quanto il criterio della nazionalità degli associati non dovrebbe, in linea generale, esplicare una specifica rilevanza, poiche` l'atto di riconoscimento da parte dello Stato italiano ed i successivi controlli dovrebbero esaurire i profili attinenti all'eventuale partecipazione straniera . I poteri dello Stato sulle persone giuridiche, per quanto in concreto...