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Ufficio Studi

Consulta l'archivio degli studi elaborati dalle Commissioni di studio, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato e ritenuti di interesse generale.

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  • Studio n. 406/1992 - Delibazione e diritto internazionale privato - di Emanuele Cal&ograve;

    1) Fattispecie proposta E' stato posto un quesito concernente la attuazione in Italia di quanto previsto da un provvedimento del Quebec, in base al quale si autorizza una cittadina canadese, madre vedova di una minore avente la stessa cittadinanza, ad alienare un bene immobile che si trova nel nostro Paese alle condizioni che porrà il giudice tutelare. 2) Legge applicabile Ai sensi dell'art. 20 disp. prel. cod. civ., il quale dispone che i rapporti fra genitori e figli sono regolati dalla legge nazionale del padre, ovvero da quella della madre se soltanto la maternità e` accertata o se soltanto la madre ha legittimato il figlio, si rende applicabile la legge canadese. Si tratta di uno Stato plurilegislativo, ma a fronte delle diverse teorie formulate in proposito, sembra aderente in modo univoco alla fattispecie il riferimento alla sola legge del Quebec.  

  • Studio n. 324/1991 - Domanda di condono edilizio e silenzio-assenso - di Sergio Napolitano

    Non sembra potersi dubitare che l'allegazione della domanda di condono non sia piu` necessaria una volta che l'ipotesi normativa del silenzio-assenso si sia realizzata.Invero l'allegazione della domanda di condono viene considerata dall'art. 40 della Legge 28.2.1985 n. 47 come alternativa alla menzione degli estremi della licenza o della concessione ad edificare o della concessione rilasciata in sanatoria ai sensi dell'art. 13; ciò allo scopo di consentire una circolazione "provvisoria" (cioe` fondata sulla domanda di sanatoria) in mancanza (e in attesa) della concessione in sanatoria, che, ponendo termine al periodo di provvisoria commerciabilità del bene renda definitiva la legittimità dell'immobile rispetto alla normativa urbanistico-edilizia.  

  • Studio n. 325/1991 - Allegazione in copia autentica della domanda di condono edilizio e del certificato di destinazione urbanistica - di Giovanni Santarcangelo

    1. Premessa. Oggetto di questo studio e` di individuare in quali termini sia possibile allegare ad un atto copia autentica del certificato di destinazione urbanistica ovvero della domanda di concessione in sanatoria. 2. Possibilità di allegare copia del certificato di destinazione urbanistica.  L'art. 18 della legge sul condono edilizio ha imposto che agli atti relativi ai terreni sia allegato il certificato di destinazione urbanistica, rilasciato dal Sindaco.

  • Studio n. 326/1991 - La dichiarazione di vigenza del certificato di destinazione urbanistica - di Giovanni Santarcangelo

    1) secondo un'opinione puramente formalistica, è l'allegazione del certificato a rendere valido l'atto e non già la sua sostanziale corrispondenza a vero (1): pertanto la totale o parziale difformità del certificato non comporta di per se stessa nullità dell'atto (2). Se si segue questa opinione, l'atto è sempre valido quando è stato allegato il certificato di destinazione urbanistica, anche se non è stata resa alcuna dichiarazione. Tuttavia questa opinione non può essere seguita, perché viene a svuotare di ogni contenuto la portata normativa: il legislatore ha disposto che il certificato conserva validità per un anno se via sia la dichiarazione dell'alienante, mentre seguendo questa posizione formalistica il certificato conserva in ogni caso validità per un anno.

  • Studio n. 293/1990 - Gli spazi a parcheggio nella legge 6 agosto 1967, n. 765 - di Giancarlo Laurini - Luigi Malaguti – Giovanni Santarcangelo

    Nel nostro ordinamento gli spazi destinati a parcheggio privato possono dividersi in tre categorie: a) parcheggi c.d. "liberi"; b) parcheggi ai sensi della l. 6 agosto 1967 n. 765 (legge "ponte"); c) parcheggi ai sensi della l. 24 marzo 1989 n. 122 (legge Tognoli). a) I parcheggi liberi sono costituiti da quelle aree che vengono destinate a parcheggio indipendentemente da un obbligo di legge...

  • Studio n. 252/1989 - Presentazione della domanda di sanatoria per posta - di Luigi Malaguti

    Ai sensi dell'art. 35 co. 1 della L. 2.2.1985. n. 47, così come modificato, da ultimo, dal D.L. 2.1.1988, convertito nella L. 13.3.1988. n. 2, "la domanda di concessione o autorizzazione in sanatoria deve essere presentata al comune interessato entro il termine perentorio del 30 giugno 1987 ... (omissis)". Ci si interroga se siano da considerarsi tempestivamente presentate, a norma del citato art. 35, le domande che, anziche` essere state direttamente consegnate al competente ufficio del comune, siano state spedite al comune stesso a mezzo del servizio postale entro il termine perentorio del 30 giugno 1987, ma siano poi pervenute a destinazione in data successiva (come risulta dal timbro del protocollo in arrivo apposto dagli uffici comunali). E' necessario...

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