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Famiglia e rapporti di parentela; donazioni e successioni; come tutelarsi in caso di convivenza o modificare il regime patrimoniale del matrimonio. Approfondisci tutto quello che c’è da sapere nella sezione e scopri come il notaio può aiutarti.

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Spedizione in forma esecutiva e rilascio di copie esecutive dei titoli esecutivi giudiziali in via telematica: ancora interventi sul processo esecutivo ad opera della legislazione emergenziale da Covid-19

La drammatica crisi sanitaria continua, come noto, ad affliggere il nostro Paese, imponendo ulteriori provvedimenti necessari ed urgenti anche nell’ambito del settore giustizia, onde limitare il più possibile i rischi di contagio dell’epidemia in corso, a tutela sia degli operatori che degli utenti.

S’inserisce nel solco della normativa emergenziale la legge di conversione n. 176/2020 del d.l. 137/2020 (c.d. «Decreto Ristori»), che, tra le altre novità, ha previsto, al comma 9 bis dell’art. 23, la possibilità di spedire in forma telematica il titolo giudiziale.

Prima di entrare nel dettaglio dei contenuti di questa nuova disposizione, occorre chiarire che, precedentemente all’introduzione della stessa, proprio allo scopo di fronteggiare l’emergenza epidemiologica, nella prassi, diversi Tribunali avevano tentato di valorizzare la via telematica (anche) per il rilascio di copie di titoli giudiziali, per limitare il più possibile la necessità della presenza fisica degli operatori della giustizia negli uffici giudiziari, pervenendo a soluzioni che si è ritenuto realizzassero, però, solo una telematizzazione parziale della relativa procedura.

In assenza di una previsione normativa che legittimasse questo modo di procedere, dette prassi sono state criticate da una parte della dottrina, argomentando anche dalla necessità, ora avvertita dal legislatore, di disciplinare il rilascio di copia esecutiva con modalità telematica.

Intervenendo in sede di conversione del d.l. Ristori, il legislatore sembrerebbe voler venire incontro proprio alle esigenze che hanno animato le suddette prassi giudiziarie.

Si tratta di esigenze contingenti, evidentemente legate - anche sotto il profilo temporale - al periodo emergenziale, ma che si inseriscono nell’ambito di una disciplina estremamente articolata e complessa, contenuta nel codice di procedura civile, nel cui ambito si impone inevitabilmente di contestualizzare l’intervento normativo in esame.

Per approfondire l'argomento, dall'area download è possibile scaricare la nota del Consiglio Nazionale del Notariato "Spedizione in forma esecutiva e rilascio di copie esecutive dei titoli esecutivi giudiziali in via telematica: ancora interventi sul processo esecutivo ad opera della legislazione emergenziale da Covid-19".

 

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Vecchie e nuove previsioni, di contrasto all’emergenza epidemiologica Covid- 19, in tema di giustizia civile, contenute nella legge di conversione del d.l. Rilancio

Con la legge n. 77/2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 180, suppl. ordinario n. 25 del 18 luglio 2020, è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. n. 34/2020, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, più noto come “Decreto rilancio”.

Il provvedimento normativo, all’art. 221, prevede ulteriori modifiche alla giustizia civile, stavolta senza intervenire – salvo per una sola modifica (di cui al primo comma) in materia penale, già prevista nell’originaria formulazione della norma del d.l. rilancio – sul testo dell’art. 83 del d.l. Cura Italia, così come aveva fatto il legislatore nelle precedenti occasioni.

Con la legge n. 70/2020 (legge di conversione del d.l. 28/2020, ossia il decreto correttivo del d.l. Cura Italia), il legislatore aveva fissato la data del 30 giugno 2020 quale chiusura della cd. “fase 2” della legislazione d’emergenza epidemiologica in tema di giustizia civile. La medesima data segnava, dunque, la cessazione dell’efficacia delle disposizioni previste dall’art. 83 del d.l. Cura Italia, relative alle misure organizzative da applicare negli uffici, al processo telematico, alla trattazione da remoto.

Questa scelta legislativa sembrava fosse meditata e fondata sulla evoluzione della crisi epidemiologica, stante il chiaro intento di incentrare: le misure della cd. fase 1, contraddistinta da un più alto livello di gravità, sul contenimento della diffusione dei contagi con una sostanziale paralisi della giustizia civile, salvo le attività contraddistinte da indifferibilità o quanto meno da urgenza; le misure della cd. fase 2, contraddistinta da una minore gravità, sulla ripartenza della giustizi civile compatibilmente con la persistenza – sia pur con un più basso livello di gravità – della crisi epidemiologica . Si ricorda altresì che, in tale sede, il legislatore aveva finanche avuto cura di prevedere una, sia pur controversa, disciplina di carattere transitorio, prescrivendo (al comma secondo dell’art. 1 del d.l. 28/2020, aggiunto in sede di conversione) che: «Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dell’articolo 3, comma 1, lettera i), del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28».

Inopinatamente, con la conversione del decreto rilancio, il legislatore reintroduce in larga parte le misure in discorso, prevedendone l’efficacia sino al 31 ottobre 2020. A suscitare le maggiori perplessità non è una verosimile nuova stima delle esigenze connesse al contrasto dell’epidemia Covid.19, probabilmente sottesa alle previsioni in commento, bensì il modo di procedere del legislatore, il quale, per un verso non è intervenuto direttamente sul corpo del richiamato art. 83, disorientando ancor di più l’operatore del diritto; per altro verso, nel riprodurre le norme già contenute nell’art. 83 (di cui, come detto, è cessata l’efficacia in data 30 giugno) ha lasciato inascoltati i diversi dubbi interpretativi e moniti della dottrina.

In altri termini, per un verso non è più chiara quale sia la ratio di fondo sottesa alle scelte effettuate dal legislatore e, per altro verso, il modus operandi non fa che generare ancora maggiore confusione nell’operatore del diritto, che, a questo punto, fa fatica, non solo a cogliere la ratio delle scelte effettuate da legislatore, ma anche a ricostruire, molto più semplicemente, quale sia la disciplina vigente.

Per approfondire l'argomento, dall'area download è possibile scaricare la nota del Consiglio Nazionale del Notariato "Vecchie e nuove previsioni, di contrasto all’emergenza epidemiologica Covid- 19, in tema di giustizia civile, contenute nella legge di conversione del d.l. Rilancio".

 

 

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Legislazione d’emergenza epidemiologica Covid-19, giustizia civile e crisi d’impresa: le ultime novità introdotte in sede di conversione del c.d. Decreto Liquidità

Con la legge del 5 giugno 2020, n. 40, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali, il legislatore ha convertito in legge il decreto 8 aprile 2020, n. 23, noto come il “decreto liquidità”.

Con il suddetto decreto, il legislatore ha previsto articolate misure in materia di giustizia civile e procedure concorsuali, con l’obiettivo di sostenere la continuità aziendale delle imprese in crisi, stante la drammatica contingenza di emergenza sanitaria, economico e sociale derivante dalla pandemia Covid-19. 

In particolare, a fronte di una disposizione di “carattere generale”, quale quella relativa ai termini processuali (in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, contabile, tributaria e militare) di cui all’art. 36, sono state previste una serie di altre disposizioni specifiche con riferimento alla giustizia civile, quali segnatamente quelle in tema di:

  • differimento dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa (art. 5);
  • concordato preventivo e accordi di ristrutturazione (art. 9);
  • ricorsi e richieste per la dichiarazione di fallimento e dello stato di insolvenza (art. 10);
  • sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito nella parte in cui la norma (art. 11) dispone la sospensione anche con riferimento «ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva».

All’indomani della pubblicazione del decreto legge in discorso, da più parti sono state sollevate diverse obiezioni in relazione a talune di queste misure, non solo a causa della formulazione delle relative disposizioni e/o del relativo impianto sistematico, ma anche delle scelte ideologiche sottese a taluni interventi normativi, specie con riferimento alle procedure concorsuali.

Questo è il quadro in cui si inserisce la legge di conversione del 5 giugno 2020, n. 40.

Questa legge apporta diverse innovazioni, tra cui, al di là delle modifiche di forma o coordinamento, vanno segnalate quelle in tema di:

  • concordato preventivo;
  • procedibilità di ricorsi per fallimento;
  • sospensione dell’efficacia esecutiva di ogni atto avente efficacia esecutiva. 

Per approfondire l'argomento, dall'area download è possibile scaricare la nota del Consiglio Nazionale del Notariato "Legislazione d’emergenza epidemiologica Covid-19, giustizia civile e crisi d’impresa: le ultime novità introdotte in sede di conversione del c.d. decreto liquidità".

 

 

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Legislazione d’emergenza epidemiologica Covid-19 e giustizia civile: le ultime novità introdotte con la legge n. 70 del 25 giugno 2020

La legge 25 giugno 2020, n. 70 ("Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19”), in vigore dal 30 giugno 2020, ha convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 30 aprile 2020, n. 28.

All’interno della medesima legge confluisce, però, non solo il decreto-legge n. 28/2020, ma anche il contenuto del d.l. 29/2020, contestualmente abrogato, relativo alla rivalutazione periodica delle decisioni assunte in materia di detenzione domiciliare, al differimento dell’esecuzione della pena e alla sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari per motivi connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Con le varie innovazioni apportate da questa legge il legislatore, per un verso, non ha risolto i dubbi ermeneutici sollevati in dottrina in ordine a diverse norme della legislazione legata all’emergenza sanitaria; per altro verso, ha introdotto novità normative del tutto inattese, talvolta anche slegate da un termine di efficacia relativo all’emergenza sanitaria.

Per l’effetto, anche quest’ultimo intervento del legislatore sembra aggravare il bilancio non certo positivo dell’alluvionale e farraginosa legislazione di contrasto dell’emergenza epidemiologica in ordine alla giustizia civile, confermando, ancora una volta, l’assenza di un qualsivoglia disegno sistematico di fondo.

Tralasciando le diverse obiezioni sollevabili ad una legislazione che, in ogni caso, ha dovuto fronteggiare un’emergenza inaudita e drammatica, non può tacersi che le difficoltà legate all’interpretazione delle norme introdotte, troppo spesso di cattiva fattura tanto da richiedere interventi modificativi-integrativi ad ogni tappa della legislazione emergenziale, non potranno che aggravare il già di per sé complesso, oltre che inevitabile, contenzioso civile correlato all’emergenza epidemiologica. 

Per approfondire l'argomento, dall'area download è possibile scaricare la nota del Consiglio Nazionale del Notariato "Legislazione d’emergenza epidemiologica Covid-19 e giustizia civile: le ultime novità introdotte con la legge n. 70 del 25 giugno 2020".

 

 

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Emergenza post Coronavirus: l’Associazione di cultura giuridica notarile Insignum dona 40mila euro alla Caritas a favore delle famiglie bisognose

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione di cultura giuridica Insignum, per venire incontro alle esigenze dettate dall'emergenza dell’epidemia Covid-19, ha donato la somma complessiva di euro 40.000, destinandola alla Caritas, perché la utilizzi in favore delle persone fragili della popolazione italiana che, in questo tempo segnato dalla pandemia da Coronavirus, usufruiscono delle attività di mensa e pranzo da asporto di alimenti.  

“L’Associazione di cultura giuridica notarile Insignum – spiega il Presidente Gian Vittorio Cafagno - ha voluto dare un contributo destinato ad aiutare a risolvere una altrettanto grave emergenza che si va profilando: quella del disagio sociale conseguente alla crisi finanziaria ed alla mancanza di risorse per far fronte alla esigenza di dar risposta a bisogni primari quali la mancanza di cibo o di alloggio”.

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Emergenza post Coronavirus: i Notai dei Distretti riuniti di Caltanissetta e Gela contribuiscono alla lotta alle diseguaglianze sociali

I Notai dei Distretti riuniti di Caltanissetta e Gela hanno voluto contribuire concretamente con un doppio gesto di solidarietà per far fronte al disagio economico che sta colpendo parte del territorio nisseno a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Presidente del Consiglio Notarile Alfredo Grasso ha infatti consegnato al Direttore della Caritas diocesana di Caltanissetta dei buoni pasto per l’acquisto di cibo da distribuire alle famiglie in difficoltà. Il Collegio Notarile si è inoltre occupato di fornire  un sostegno alle famiglie più bisognose del territorio di Gela con una donazione in favore della Piccola Casa della Misericordia, Filiale della Caritas diocesana di Piazza Armerina.

Il contributo del Consiglio Notarle di Caltanissetta e Gela rappresenta un gesto di solidarietà per la lotta alle diseguaglianze sociali, che nelle ultime settimane hanno subito un incremento esponenziale.

Il Presidente Alfredo Grasso riporta: “Tutti i notai hanno voluto partecipare alla donazione a favore delle famiglie bisognose della nostra diocesi. In un momento di crisi bisogna essere tutti uniti e fare la propria parte. Noi l'abbiamo fatto sostenendo il servizio di assistenza alle famiglie più bisognose”.

 

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Emergenza Coronavirus: i Notai del Molise donano 10mila euro all’Azienda sanitaria regionale

I notai dei Distretti riuniti di Campobasso, Isernia e Larino hanno voluto fornire un supporto concreto per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e hanno donato 10mila euro all’Azienda Sanitaria Regionale del Molise per l’acquisto di attrezzature per gli Ospedali del territorio.

“I Notai del Molise – spiega il Presidente del Consiglio Notarile Riccardo Ricciardi – hanno voluto concretamente manifestare, con spirito di solidarietà e di sussidiarietà, la loro vicinanza al sistema sanitario, quotidianamente impegnato nella cura delle persone colpite dal virus. Come cittadini e come Notai ci sentiamo parte integrante della nostra comunità e riteniamo che, oltre che mettere a disposizione le nostre competenze giuridiche rispetto a tante importanti e delicate questioni che riguardano la vita delle persone, sia stato doveroso intervenire concretamente a supporto del nostro Sistema sanitario”.

 

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Emergenza sanitaria COVID-19 Fase 3 - Informazioni per i cittadini

 In considerazione del generale allentamento delle restrizioni alla mobilità regionale e interregionale, consentita a partire dal 3 giugno 2020 senza limitazioni, i cittadini possono contattare il proprio notaio per programmare l’atto da stipulare senza che questo abbia necessariamente carattere di urgenza e il notaio provvederà a fissare un appuntamento nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti.

Occorre, comunque, inderogabilmente tener conto delle indicazioni previste dalla legge relativamente alle “dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi, tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”, pertanto:

  • il luogo di stipula dovrà essere di norma lo studio notarile. A tal riguardo il notaio inviterà a favorire la stipula presso il proprio studio, purché la struttura sia organizzata in modo da soddisfare i requisiti di sicurezza igienica imposti dal Governo;
  • i cittadini dovranno recarsi presso lo studio del notaio su appuntamento, senza accompagnatori non necessari, rispettando gli orari, possibilmente non in anticipo, rispettando le distanze di sicurezza e adeguandosi alle prescrizioni di sicurezza adottate dallo studio.

 

Per avere tutte le informazioni e le indicazioni utili è necessario contattare preventivamente il proprio notaio

 

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Emergenza Coronavirus: il Consiglio Notarile di Roma, Velletri e Civitavecchia promuove una raccolta fondi per favorire le attività di ricerca dell’Istituto Spallanzani

Il Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia ha promosso tra i propri iscritti una raccolta fondi da destinare all’Istituto Spallanzani di Roma, eccellenza della comunità scientifica internazionale, per favorire le attività di ricerca sul COVID-19.

I Notai del Distretto hanno aderito all’iniziativa donando 46.500 euro all’Istituto, volendo esprimere con questo gesto vicinanza e solidarietà a chi, ogni giorno, lavora nella ricerca della cura per sconfiggere il virus.

 

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