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CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

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Consulta l'archivio degli studi elaborati dalle Commissioni di studio, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato e ritenuti di interesse generale.

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L’INVENTARIO DEI BENI E L’ATTIVITÀ NOTARILE

Autore:

Ernesto Fabiani e Luisa Piccolo

17/03/2026

Gli Autori affrontano la complessa ed articolata tematica dell’inventario dei beni sotto i profili di maggiore interesse notarile, dalla nomina (giudiziale o di parte) del notaio alla formazione dell’inventario. Particolare attenzione viene dedicata a quest’ultimo aspetto, affrontato sia dal punto di vista teorico che pratico-applicativo (valorizzando anche l’ampia casistica ricavabile dalle risposte a quesiti fornite nel corso degli anni dall’Ufficio Studi del CNN).

Gli Autori si soffermano, in particolare, sul principio di completezza e verità dell’inventario, in relazione al quale tentano di individuare il corretto punto di equilibrio fra le rigorose affermazioni di principio in più occasioni ribadite dalla Corte di cassazione e gli oggettivi limiti che il notaio incontra, in non rare ipotesi, nel tentare di applicare questi principi nel singolo caso di specie.

Studio n. 06-2026/C – PROFILI SISTEMATICI, DISCIPLINA TRANSITORIA ED EFFETTI DELLA RIFORMA INTRODOTTA DALL’ART. 44 DELLA L. 182/2025

Autore:

Giancarlo Iaccarino

05/03/2026

Il contributo, dopo aver inquadrato la riforma nel più ampio contesto comparatistico tra Civil Law e Common Law dedica particolare attenzione alla disciplina transitoria, fondata sul momento di apertura della successione, e ai suoi effetti selettivi sulla sopravvivenza del regime previgente, analizza in chiave sistematica la riforma introdotta dall’art. 44 della legge 2 dicembre 2025, n. 182, che ha inciso profondamente sulla disciplina civilistica delle donazioni e delle successioni, modificando in particolare gli artt. 561, 562, 563, 2652 e 2690 c.c. L’intervento normativo, ispirato all’esigenza di stabilizzare la circolazione dei beni di provenienza donativa e successoria e di rafforzarne la bancabilità, realizza un rilevante riequilibrio tra la tutela dei legittimari e la certezza dei traffici giuridici, segnando il definitivo superamento della tradizionale prevalenza della garanzia reale a favore di rimedi di natura prevalentemente obbligatoria.

Il lavoro esamina il nuovo assetto delle azioni di riduzione e di restituzione, soffermandosi sul superamento del diritto di seguito nei confronti dei terzi acquirenti a titolo oneroso e sulla conservazione dei pesi e delle ipoteche iscritti dal donatario.

Lo studio approfondisce inoltre alcune questioni problematiche emerse dal coordinamento delle norme riformate, tra cui l’asimmetria tra le figure dell’erede e del legatario nell’art. 561 c.c., la discussa rinunciabilità anticipata all’azione di restituzione da parte dei donatari e la dubbia possibilità dell’azione di simulazione presuccessoria in assenza dell’opposizione alla donazione. In conclusione, la riforma viene letta come il punto di approdo di un’evoluzione già avviata nella prassi e nella dottrina, che conduce a una “monetizzazione” della tutela dei legittimari e a una definitiva normalizzazione delle provenienze donative e successorie nel circuito della circolazione immobiliare.

Gli usi civici e la vendita forzata

Autore:

Armanda Ilaria Miceli

03/02/2026

Lo studio si propone fornire alcune indicazioni chiare in ordine al regime circolatorio degli immobili gravati di usi civici, valorizzando il sistema normativo vigente, alla luce delle recenti sentenze Cass. Sezioni Unite civili sent. 10 maggio 2023 n. 12570 e C. Cost. Sent. 15 giugno 2023 n.119.

Il tema viene affrontato con particolare riferimento alle vendite forzate, verificando le conseguenze dell’emersione dell’esistenza di usi civici su beni oggetto delle stesse, anche avuto riguardo al momento della procedura nell’ambito della quale tale accertamento viene effettuato e cercando di mettere a fuoco modalità dell’accertamento, conseguenze e rimedi.

Studio n.11-2025/PC Autorizzazione alla vendita di beni ereditari appartenenti ad incapaci e necessità dell’inventario

Autore:

Roberto de Falco

28/01/2026

Lo studio affronta il problema delle interferenze tra regime dell’autorizzazione alla vendita dei beni ereditari, quando l’eredità appartenga a soggetti incapaci, e redazione dell’inventario. Muovendo dal quadro normativo (artt. 747 c.p.c., 471 ss. c.c. e riforma Cartabia), si chiarisce innanzitutto il quadro normativo in tema di autorizzazione alla vendita di beni ereditari, anche in ordine alla competenza. Indi si affronta il tema del ruolo dell’inventario nella procedura di accettazione beneficiata da parte degli incapaci, chiarendo, anche alla luce della recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione n. 31310/2024, che la dichiarazione di accettazione beneficiata produce comunque l’acquisto della qualità di erede, anche prima della formazione dell’inventario. Ne segue che l’inventario non costituisce un presupposto indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione alla vendita ex art. 747 c.p.c., ferma restando la facoltà del soggetto autorizzante (giudice o notaio) di richiederne la formazione in via istruttoria, qualora ritenuto utile alla valutazione degli interessi dei creditori e dell’incapace.

Studio n.61-2024/c L’annotazione dell’accollo liberatorio e la “continuità” dell’ipoteca

Autore:

Ettore William Di Mauro

16/01/2026

Mentre la modifica dal lato attivo del rapporto (ossia la modifica del creditore) impone l’annotazione con conseguente opponibilità ai terzi, perché l’interesse perseguito è già ritenuto meritevole dalla norma (escludere il precedente titolare dall’esercizio di qualsiasi potere attinente al rapporto ipotecario), nel caso di modifica dal lato passivo del rapporto (ossia la modifica del debitore), invece, occorre valutare se quella determinata norma possa essere considerata necessaria a proteggere interessi, diversi da quelli espressamente previsti, ma meritevoli in quanto rilevanti per il caso concreto, poiché il debitore è sempre tenuto ad adempiere la propria obbligazione indipendentemente dal creditore. Il presente studio muove da questo presupposto per verificare le ripercussioni dell’assenza di obbligatorietà di annotazione sulla pienezza dell’originaria iscrizione dell’ipoteca a garanzia del credito quando avviene una modifica dal lato passivo del rapporto obbligatorio in ipotesi di accollo esterno liberatorio.

I risultati permettono di ritenere che la mancata annotazione dell’accollo liberatorio, sia condizionato sia incondizionato, indipendentemente dalla sua qualificazione in termini di successione nel debito o di novazione soggettiva, non pone particolari conseguenze sulla pienezza della garanzia e il creditore potrà rivalersi sulla garanzia reale per l’intero importo dovuto e sul complessivo valore del bene, trasferendosi il tutto in capo al debitore che si è accollato l’intero debito.

Resta comunque ammissibile un’annotazione facoltativa (con funzione meramente informativa), specialmente per l’ipotesi di accollo esterno liberatorio condizionato, in quanto permetterebbe una semplificazione probatoria sia per il creditore sia per il debitore liberato, oltre a rendere immediatamente informati tutti coloro che avrebbero rapporti con il bene oggetto di ipoteca, in forza del principio di massima chiarezza delle operazioni giuridiche ed economiche.

Tuttavia, almeno per il momento, le prassi delle Conservatorie sembrano rimanere ancorate sul principio di tassatività degli atti soggetti ad annotazione, con la conseguenza che, seppure ammissibile in linea teorica, la richiesta di annotazione dell’accollo liberatorio potrebbe ricevere un rifiuto.

Studio n.58-2025/T OSSERVAZIONI A MARGINE DELLE ISTRUZIONI MINISTERIALI AL NUOVO MODELLO DELLA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE TELEMATICA A SEGUITO DELL’INTRODUZIONE DEL PRINCIPIO DI AUTOLIQUIDAZIONE DELL’IMPOSTA

Autore:

Ugo Friedmann – Simone Ghinassi – Adriano Pischetola

15/01/2026

Lo studio esamina gli aspetti problematici che si sono presentati nella prassi applicativa a seguito dell’introduzione del modello di dichiarazione di successione telematico e della successiva e più recente introduzione, tramite detto modello, della totale autoliquidazione dell’imposta (D.Lgs. 139/2024).

Studio n. 37-2025c clausole dei regolamenti contrattuali di condominio predisposti dai costruttori e disposizioni inderogabili di legge

Autore:

Maurizio Corona e Davide Scipione Spitaleri

14/11/2025

Lo studio, esaminata la distinzione tra regolamento di condominio assembleare e contrattuale e i limiti posti all’autonomia privata dall’art. 1138, comma 4, ultima parte, c.c., offre un’ampia analisi delle numerose clausole contenute nei regolamenti contrattuali predisposti dal costruttore dell’edificio in contrasto con disposizioni inderogabili di legge e si chiude con la trattazione delle complesse problematiche relative alla vincolatività e all’opponibilità di tali regolamenti alla luce della più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione

Studio n. 227-2024/P Distanze legali nel sistema della proprietà edilizia e nel T.U. dell’edilizia, D.P.R. 380/2001 ART. 2 BIS

Autore:

Filippo Clericò

16/09/2025

Lo studio prende in esame la disciplina delle distanze legali nell’ambito della complessiva regolamentazione che discende dal Codice Civile, dalla Legge urbanistica 1150/1942, dal D.M. 1444/1968, e dal D.P.R. 380/2001. In particolare ci si sofferma sulla ratio e sui presupposti per l’applicazione delle norme inerenti alle distanze, sia dalle costruzioni che dai confini, nonché sul ruolo e gli spazi operativi riservati alle regioni e alla pianificazione comunale. In particolare, viene analizzato il nuovo art. 2 bis del D.P.R. 380/2001, puntualizzando le deroghe che possono essere operate dalle Regioni al sistema delle distanze, e la disciplina nelle fattispecie di “demolizione e ricostruzione”. Lo studio, dato il succedersi nella materia di interventi legislativi, dedica un paragrafo al fenomeno della successione di leggi nel tempo e si conclude con delle osservazioni circa il ruolo dell’autonomia privata nell’ambito delle distanze.