E' vero o falso? Tutte le risposte alle domande più frequenti, le credenze e i luoghi comuni sui notai e sul Notariato.

FALSO. Il numero è programmato dal Ministero della Giustizia sulla base di una serie di indicatori economici e sociali, così come avviene in tutti i paesi nel mondo in cui è previsto il notaio.

VERO. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato dalla richiesta dell’American Bar Association di tre notai italiani nella task force istituita con i rappresentanti della Casa Bianca e della FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche legate anche al mercato immobiliare.

FALSO. Il ruolo del public notary di tipo anglosassone (in Gran Bretagna, USA e altri Paesi) è ben diverso da quello del notaio italiano: è responsabile solo dell’autenticità delle firme. Questo obbliga chi compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dell’assicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie.

VERO. E’ già stato classificato come “uno dei più grandi furti nella storia americana”. Per metterlo a segno sono bastati 90 minuti, ma è soprattutto il bottino a lasciare senza parole: l’Empire State Building, uno dei simboli di New York e dell’America intera, è stato “rubato” da un reporter del New York Daily News.

VERO. Ai sensi della normativa antiriciclaggio, il notaio deve provvedere all’identificazione della clientela, del titolare effettivo dell’operazione e comunicare eventuali operazioni sospette con segnalazione all’UIF, Unità di Informazione Finanziaria presso Banca d’Italia. Secondo la Guardia di Finanza, oltre il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dai professionisti, provengono da notai.

FALSO. Quello che si paga al notaio comprende le imposte collegate a tutti gli atti (imposte di registro, ipotecarie, catastali, ecc.) che quest’ultimo riscuote per conto dello Stato versando ogni anno, attraverso la rete informatica del Notariato, diversi miliardi di euro di imposte indirette e plusvalenze senza alcun aggio a carico dello Stato, anche se non riscossi dal cliente.

FALSO. La Banca mondiale nel suo ultimo rapporto Doing Business 2015 ha confermato che l’Italia, alla 46^ posizione della classifica “Starting a business,” è in grado di offrire condizioni per aprire un’impresa al pari degli U.S.A. (46^ posizione) e  Gran Bretagna (45^ posizione) e migliori di Svizzera (69^), Spagna (74^), Lussemburgo (82^), Austria (101^) e Germania (114^).

FALSO. I notai sono sottoposti a continui e stringenti controlli da parte dello Stato: trasmettono ogni mese gli atti agli Archivi Notarili; ogni quattro mesi gli atti notarili sono sottoposti anche al controllo dell’Agenzia delle Entrate; ogni due anni tutti i loro atti sono sottoposti all’ispezione del Ministero della Giustizia.

FALSO. Il passaggio dal notaio è la garanzia della corretta costituzione societaria per i soci e per la collettività. La trasmissione telematica notarile permette di ridurre i tempi di costituzione. Grazie all’abolizione nel 2000 del controllo omologatorio del tribunale e la conseguente assunzione da parte del notaio della relativa responsabilità, per il Notariato “impresa in un giorno” è realtà.

FALSO. L’intervento del notaio, la cui “lettura di alcuni fogli” e la cui firma non è che la conclusione di una serie di verifiche capillari e di indagini dirette ad assicurare il buon esito dell’acquisto, assicura che si compri da chi è effettivamente proprietario e che la casa sia esente da ipoteche.

FALSO. Il notaio è responsabile per legge sotto il profilo civile, disciplinare e penale. Per questo il Notariato è stata la prima categoria professionale a stipulare, nel 1999, un’assicurazione che copre tutti i notai per la responsabilità civile in caso di errore e che nel 2006 è diventata obbligatoria per legge.

FALSO. Tutte le attività che si svolgono negli studi notarili sono informatizzate e mettono in pratica l’agenda digitale del Governo: non solo l’iscrizione di una nuova società nel registro imprese e la trascrizione degli atti immobiliari ma anche l’atto pubblico può essere totalmente informatico, così come è possibile partecipare all’acquisto di una casa via web attraverso gli studi notarili abilitati.