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A Bologna dal 24 novembre al 14 dicembre la Mostra "Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani"

Apre sabato 24 novembre (ore 17.00) ), a Palazzo Boncompagni, la Mostra itinerante che raccoglie i i testamenti degli italiani illustri, raccolti per secoli negli Archivi Notarili e di Stato di tutta Italia. In occasione della tappa bolognese, verranno esposti i testamenti di personaggi storici illustri nati e vissuti sotto le Due Torri: Luigi Galvani, Cardinal Giacomo Lercaro, Farinelli, Don Olinto Marella, Cesare Mattei, Guglielmo Marconi. In anteprima assoluta, la Mostra presenta un dattiloscritto originale con annotazioni e inserimenti autografi di  Pier Paolo Pasolini in collaborazione con il Centro Studi "Archivio Pier Paolo Pasolini"  ( Cineteca di Bologna). La Mostra è dedicata a Franco Pannuti, fondatore dell’ANT, recentemente scomparso.

Approda a Bologna “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani”, la Mostra curata dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Fondazione Italiana del Notariato e promossa dal Consiglio Notarile di Bologna, che racconta l’Italia da un punto di vista inedito, quello delle ultime volontà degli uomini che ne hanno fatto la storia.

Per l’occasione, Palazzo Boncompagni (Sala del Papa) accoglie una raccolta di testamenti originali (in fotoriproduzione) custoditi presso gli Archivi Notarili e di Stato di tutta Italia.

Si tratta di preziosi documenti che rivelano i volti umani di ‘grandi italiani’ quali Cristoforo Colombo, Enzo Ferrari, Gianni Agnelli, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso Conte di Cavour, Manzoni, Giovanni Pascoli, Enrico De Nicola e molti altri. A questi si aggiungeranno, in occasione di questa tappa bolognese, i testamenti di personaggi storici illustri nati e vissuti sotto le Due Torri: Luigi Galvani, Cardinal Giacomo Lercaro, Farinelli, Don Olinto Marella, Cesare Mattei.

Verrà esposto in anteprima assoluta un dattiloscritto originale con annotazioni e inserimenti autografi di  Pier Paolo Pasolini, buttati giù di suo pugno pochi mesi prima della morte, tratto dell’"Abiura", dalla "Trilogia della Vita"  (per gentile concessione del Centro Studi "Archivio Pier Paolo Pasolini" presso la Cineteca di Bologna). A Pasolini e al testo esposto in Mostra, sarà dedicata una lectio di Roberto Chiesi, Responsabile Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini dal titolo "L'Italia come "corpo morto": Pasolini e l'abiura dalla Trilogia della Vita" (giovedì 6 dicembre, ore 19.00 – ingresso libero). 

Il Consiglio Notarile di Bologna – come sempre sensibile alle istanze del "sociale", ha deciso di dedicata la Mostra a Franco Pannuti, fondatore dell’ANT, recentemente scomparso. 

“Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani”, traccia un itinerario inedito e rivelatore, poiché ogni testamento racconta, del suo autore, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere. Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno, infatti, documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche di italiani che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese e che questa mostra vuol far conoscere a tutti.

"Il testamento? Non è solo strumento di disposizione patrimoniale, ma spesso rappresenta l’occasione per tracciare un bilancio della nostra esistenza, anche sul piano morale, spirituale e degli affetti - osserva Claudio Babbini, Presidente del Consiglio Notarile di Bologna _ Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche degli italiani. Compresi quelli di quei ‘grandi italiani’ che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese e che questa Mostra, grazie al suo carattere itinerante, vuol far conoscere a tutti".

Aggiunge Babbini: "Il Consiglio Notarile di Bologna, che si onora di ospitare questa inedita rivisitazione di illustri personalità, ha voluto rendere omaggio a Bologna arricchendo la mostra con i testamenti di personaggi che hanno legato buona parte della loro esistenza alla nostra città: Cesare Mattei, Luigi Galvani, Olinto Marella, Giacomo Lercaro, Carlo Broschi detto Farinelli. Le carte, sulle quali sono state consacrate le loro ultime volontà, anche a distanza di secoli continuano a trasmettere a chi le legge la loro carica di emozioni, i sentimenti, le ansie, le preoccupazioni dei loro autori".

Elenco completo dei testamenti in mostra.
Cristoforo Colombo, Gabriele d’Annunzio, Enrico De Nicola, Enzo Ferrari, Antonio Fogazzaro, Enrico Caruso, Alfonso La Marmora, Alessandro Manzoni, Lina Cavalieri, Giorgio Ambrosoli,  Papa Paolo VI, Alcide De Gasperi, Paolo Borsellino, Ignazio Florio, Papa Giovanni XXIII,  Giuseppe Garibaldi, Edoardo Scarpetta,  Camillo Benso Conte di Cavour, Gioacchino Belli, Guglielmo Marconi, Giuseppe Verdi, Luigi Pirandello,  Giovanni Pascoli, Grazia Deledda, Giovanni Verga, Giuseppe Zanardelli, Ettore Petrolini, Odoardo Focherini, Giovanni Agnelli Senior, Luigi Galvani, Cardinal Giacomo Lercaro, Farinelli, Don Olinto Marella, Cesare Mattei.

 

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A Palermo dal 7 al 29 ottobre la Mostra "Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani"

Apre sabato 6 ottobre fino al 29 ottobre 2018 a Palermo, presso il Teatro Politeama - la Sala degli Specchi: “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani”, la mostra curata dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Fondazione Italiana del Notariato che racconta l’Italia da un punto di vista inedito, quello delle ultime volontà degli uomini che ne hanno fatto la storia. 

La Città di Palermo, capitale della Cultura 2018, accoglie i "Tesori di carta" custoditi presso gli Archivi Notarili e di Stato di tutta Italia ed esposti in occasione della mostra, realizzata per la prima volta nel 2012 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e riproposta con grande successo in diverse città (Genova, Mantova, Milano, Modena, Piacenza, Roma, Torino e Berlino).

Attraverso la raccolta di testamenti in fotoriproduzione, la mostra narra i volti umani di personaggi noti principalmente per le loro virtù pubbliche. Oltre a nomi di Agnelli, Garibaldi, Cavour, Manzoni, Pascoli, De Nicola, e dei siciliani Luigi Pirandello e Giovanni Verga, per l’appuntamento palermitano sono stati recuperati i testamenti spirituali e non di Paolo Borsellino e Ignazio Florio. 

Si tratta di un itinerario inedito e rivelatore perché ogni testamento racconta, del suo autore, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere. Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno, infatti, documenti, i testamenti, che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche di italiani che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese e che questa mostra vuol far conoscere a tutti.

Il Notariato ha così deciso di condividere con il grande pubblico le memorie più intime e intense di grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese: un patrimonio culturale conservato che difficilmente è possibile visionare.

Elenco completo dei testamenti in mostra:

Sarà possibile visionare i testamenti Gabriele d’Annunzio, Enrico De Nicola, Enzo Ferrari, Antonio Fogazzaro, Enrico Caruso, Alfonso La Marmora, Alessandro Manzoni, Lina Cavalieri, Giorgio Ambrosoli,  Papa Paolo VI, Alcide De Gasperi, Paolo Borsellino, Ignazio Florio, Papa Giovanni XXIII,  Giuseppe Garibaldi, Edoardo Scarpetta,  Camillo Benso Conte di Cavour, Gioacchino Belli, Guglielmo Marconi, Giuseppe Verdi, Luigi Pirandello,  Giovanni Pascoli, Grazia Deledda, Giovanni Verga, Giuseppe Zanardelli, Ettore Petrolini, Odoardo Focherini, Giovanni Agnelli Senior.


 

 

 

 

 

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A Genova dal 16 novembre al 10 dicembre la Mostra "Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani"

Si terrà martedì 14 novembre, alle ore 14.00, a Genova, presso il Salone dell’Orientamento – Magazzini del Cotone, la conferenza stampa di presentazione della Mostra “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani” che sarà possibile visitare dal 16 novembre al 10 dicembre presso la Sala Liguria di Palazzo Ducale.

Intervengono alla Conferenza Ilaria Calvo, Assessore regionale ligure alla Comunicazione, alla Formazione e alle Politiche giovanili e Culturali e Ugo Bechini, Presidente del Consiglio Notarile di Genova e Chiavari.  Inoltre, dalle 14.30 alle 16.00 i notai del Consiglio Notarile di Genova incontreranno gli studenti del Salone dell’Orientamento per raccontare la professione del notaio.

La mostra “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi italiani”, promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato, dalla Fondazione Italiana del Notariato e dal Consiglio Notarile di Genova e Chiavari - in collaborazione con Palazzo Ducale, il Comune di Genova, la Regione Liguria, l’Archivio di Stato di Genova e l’Archivio Notarile di Genova - intende raccontare i volti umani di personaggi noti principalmente per le loro virtù pubbliche, attraverso un itinerario inedito: la lettura del testamento. Ogni testo rivela infatti, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere dell’autore, regalando ai visitatori una piacevole ed esclusiva opportunità di approfondimento.

Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno, documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche di milioni di cittadini. Il Notariato ha così deciso di condividere con il grande pubblico le memorie più intime e intense di grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese: un patrimonio culturale conservato negli Archivi e nei Musei d’Italia, che difficilmente è possibile visionare.Ospitata per la prima volta nel 2012 presso l’Archivio Storico Capitolino in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra è stata riproposta con grande successo in diverse città (Mantova, Milano, Modena, Piacenza, Roma, Torino e Berlino).

Presso la Sala Liguria di Palazzo Ducale sarà possibile visionare i testamenti di Alessandro Manzoni, Gioachino Belli, Alfonso La Marmora, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Verdi, Giuseppe Zanardelli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Eduardo Scarpetta, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Agnelli Senior, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Enrico Caruso, Lina Cavalieri, Guglielmo Marconi, Enrico De Nicola, Alcide De Gasperi, Papa Giovanni XXIII, Ettore Petrolini, Papa Paolo VI, Enzo Ferrari, Odoardo Focherini e Giorgio Ambrosoli.

Uno spazio particolare avranno, infine, i testamenti di illustri personaggi molto legati alla città di Genova: Cristoforo Colombo, Niccolò Paganini, Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera e Gilberto Govi.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle ore 19.00 con ingresso libero e potrà essere oggetto di visite guidate da parte delle scolaresche.

Eventi collaterali:
21 novembre 2017 – Piero Boccardo, Musei e Testamenti, il caso delle sorelle Brignole Sale
6 dicembre 2017 – Maria Teresa Morasso, Dal ’500 al ’900 la scrittura racconta. Colombo, Paganini, Duchessa di Galliera, Govi visti attraverso l’analisi grafologica dei loro manoscritti

Sito internet: http://www.palazzoducale.genova.it/io-qui-sottoscritto-testamenti-di-grandi-italiani/
Facebook: https://www.facebook.com/ioquisottoscritto/

 

 

 

 

 

 

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"Io qui sottoscritto", la Mostra sui Testamenti di Grandi Italiani sbarca a Berlino

Sarà Berlino la nuova cornice della mostra “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani”, l’esposizione che raccoglie le ultime volontà di 27 grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Ospitata per la prima volta nel 2012 presso l’Archivio Storico Capitolino - e curata dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Fondazione Italiana del Notariato - la Mostra è stata riproposta con grande successo in diverse città italiane (Mantova, Milano, Modena, Piacenza Roma, Torino, per un totale di quasi 25.000 visitatori) e questa volta ha varcato i confini nazionali su invito del Dott. Fausto Panebianco, Consigliere d’Ambasciata italiana a Berlino, che ha potuto apprezzarla in occasione del suo intervento al Congresso di Milano nel 2015.

L’esposizione, aperta ieri con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana e del Centro Studi di cultura Italina a Berlino, sarà visitabile fino al 30 giugno presso il Dipartimento di Diritto della Freie Universitat di Berlino, all’interno di un campus universitario che conta circa 30.000 studenti.

All’inaugurazione hanno partecipato il Presidente del CNN, Salvatore Lombardo, il Prof. Dr. Ignacio Czeguhn (Vice Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Freie Universität Berlin), il Prof. Dr. Bernhard Huss (Direttore del Centro Studi Italia) e il Prof. Luigi Reitani (Direttore Istituto Italiano di Cultura di Berlino).

In occasione dell’esposizione è stato inoltre organizzato un workshop in tema di Patti Successori, curato dal coordinatore del Settore Internazionale del CNN, Domenico Cambareri, e al quale prenderanno parte il Prof. Salvatore Patti, ordinario di diritto privato presso l’Università “Sapienza” di Roma, il notaio David Ockl, il Direttore dell’Istituto notarile tedesco Johannes Weber ed il notaio tedesco Torsten Jäger.


 

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A Piacenza dal 21 aprile al 20 maggio la Mostra "Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani"

Sarà inaugurata domani la mostra Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani. L’evento, collaterale alla grande esposizione del Guercino, si terrà a Palazzo Farnese - Sala Mostre (ingresso gratuito) con l’obiettivo di narrare ai visitatori la storia d’Italia attraverso un punto di vista inedito: i testamenti di personaggi illustri.

Promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dal Collegio Notarile di Piacenza e curata dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Fondazione Italiana del Notariato, grazie alla raccolta di testi originali o in riproduzione racconterà il lato umano di protagonisti della storia d’Italia. Testimoni d’eccezione sono – tra gli altri - Giuseppe Garibaldi, Luigi Pirandello, Camillo Benso conte di Cavour, Giovanni Verga, Enrico De Nicola.

Ad essi si affiancano i testamenti di personaggi piacentini illustri: la copia olografica del lascito del cardinale Giulio Alberoni; i testamenti del XIII secolo appartenenti a Plasio “de Bedurli” e Donna Dolce, moglie di Bernardo Monaco; il lascito trecentesco di Alberto Scotti, condottiero, banchiere e uomo politico, signore di Piacenza.

Patrocinata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’esposizione ha già avuto oltre ventimila visitatori nelle precedenti edizioni organizzate a Roma, Modena, Mantova, Milano e Torino, in attesa di approdare dopo Piacenza anche all’estero, a Berlino.

Io qui sottoscritto traccia, dunque, un itinerario inedito e rivelatore poiché ogni testamento racconta, del suo autore, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere. Negli studi notarili si conservano e formano ogni giorno, infatti, documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche di italiani che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese e che questa mostra vuol far conoscere a tutti e che per questo motivo, anche grazie alla collaborazione con il Comune di Piacenza e l’Archivio di Stato, potrà essere oggetto di visite guidate da parte delle scolaresche.

«Questa è una mostra itinerante che si è legata, nelle sedi precedenti, all’evento clou della città ospitante: le celebrazioni per i 150 anni della Repubblica a Roma, il Festival della Letteratura a Mantova, quello della Filosofia a Modena e così via. A Piacenza - commenta il presidente della Fondazione Massimo Toscani, già presidente del Collegio Notarile di Piacenza - la proponiamo come evento collaterale alle iniziative sul Guercino offrendo, proprio a Palazzo Farnese che è sede della mostra sul genio di Cento, l’occasione di ripercorrere, gratuitamente, un pezzo della nostra storia più o meno recente attraverso le parole e le volontà di personaggi illustri».

«Negli studi notarili - sottolinea Mariarosaria Fiengo presidente del Consiglio Notarile di Piacenza - si conservano e formano ogni giorno documenti che raccontano le storie, le difficoltà, i lasciti morali, filosofici e politici, le scelte economiche degli italiani. E tra questi anche quelli che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese e che questa mostra, grazie al suo carattere itinerante, vuol far conoscere a tutti».

La cerimonia di inaugurazione, in programma il 21 aprile alle ore 18.00, alla quale è stata invitata anche la cittadinanza, avrà luogo nel suggestivo Palazzo Farnese, con accompagnamento musicale offerto dagli studenti del locale Conservatorio "Nicolini".

Saranno circa 300 gli studenti che visiteranno la Mostra guidati dai notai del Distretto.

Inoltre, il sabato e la domenica, dalle 10.00 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, sarà semapre presente un notaio che sarà a disposizione dei visitatori per offrire informazioni sulla figura e sulla funzione del notaio, in particolare sul ricevimento, sulla redazione e sulla conservazione dei testamenti.

I testamenti in mostra:

Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Alfonso La Marmora, Giuseppe Zanardelli, Alcide De Gasperi, Enrico De Nicola, Giorgio Ambrosoli; Alessandro Manzoni, Antonio Fogazzaro, Gabriele D’Annunzio, Gioachino Belli, Giovanni Verga, Giovanni Pascoli, Grazia Deledda, Luigi Pirandello; Giuseppe Verdi, Guglielmo Marconi, Eduardo Scarpetta, Enrico Caruso, Ettore Petrolini, Lina Cavalieri; Enzo Ferrari, Giovanni Agnelli senior, Papa Giovanni XXIII, Papa Paolo VI, Odoardo Focherini.

La sezione piacentina:

Giulio Alberoni (1664 – 1752)

«In mezzo a tante vicende, peripezzie e contratempi è piaciuto al Signore Iddio, per sua infinita misericordia, mantenerci in vita col darci nello stesso tempo forza e vigore per incontrarli e sostenerli con coraggio e superiorità d’animo. Sensibili noi e penetrati da tante e sì alte beneficenze abbiamo creduto dover dare a sua Divina Maestà qualche attestato della nostra ossequiosa gratitudine  e pensassimo, anni sono, che niuno potesse essergli più caro e di maggiore sua gloria che di fondare un Collegio ecclesiastico nella nostra Patria».

Prelato e cardinale, nato di umili origini fu al servizio dei Farnese e di Filippo V di Spagna dal 1712 al 1719 combinando nel 1714 il di lui matrimonio con Elisabetta Farnese, nipote di Francesco, duca di Parma e Piacenza. Concluse la sua carriera come legato pontificio. Lasciò con testamento tutti i suoi ingenti beni, pari a più di 600.000 ducati, al Collegio che aveva fondato alla periferia di Piacenza per formare sacerdoti che non avevano i mezzi necessari per sostenere gli studi. Lo affidò ai Padri Vincenziani, conosciuti dal Cardinale durante la sua dimora a Roma, i quali diedero un’impostazione aperta anche agli studi scientifici. Ivi si formarono anche noti intellettuali come Gian Domenico RomagnosiMelchiorre GioiaGiuseppe TavernaStefano Fermi, padre della scuola storica piacentina. Il Collegio esiste tuttora e possiede un ingente patrimonio culturale, fra cui una preziosa pinacoteca.

Alberto Scotti seniore (? – 1318)

Alberto Scotti istituisce «heredes in omnibus meis bonis et juribus mobilibus et immobilibus» i due figli viventi, i nipoti prole dei due figli defunti, le due figlie, nonché tutti i figli maschi e femmine delle due anzidette, le abiatiche figlie dei due figli defunti, tutti i figli di sua figlia Mabelina, infine gli eventuali nascituri di sua moglie Sibelina. Le figlie si devono accontentare delle doti percepite e di un legato di 20 soldi. I possedimenti e i diritti si trovano a Croara, Zavattarello, (Val)Verde, Ruino, Fombio, Piacenza, «Brayda Fontana», Fiorenzuola, Sparavera, Rovereto. Alla moglie lascia la dote, il corredo, il letto coniugale e 200 lire piacentine, infine «pro remedio anime» istituisce un legato di 10 lire ai Frati Predicatori di Piacenza per il suo seppellimento e di 10 lire alla sorella Ayia. Se per qualche motivo i beni non si potranno trasmettere a discendenti maschili, subentreremmo «prima il vescovo piacentino e indi l’ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme.

Condottiero, banchiere e uomo politico, fu esponente di una delle maggiori famiglie della Piacenza medievale e che rappresentò a lungo, assieme ai Fontana, Anguissola e Landi, una delle quattro consorterie, o squadre, cittadine dominanti. Fu signore di Piacenza a più riprese fra il 1280 e il 1313, e addirittura di Milano, che contese con alterne alleanze ai Visconti e ai Della Torre, fra il 1302 e il 1304. Morì nel 1318 «in Regale Castellum de Crema, ubi positus erat in confinibus per D. Galeatium» Visconti. Il suo corpo fu tumulato in un imponente sepolcro in breccia di Verona presso la chiesa di S. Giovanni in Canale a Piacenza. Per le presunte origini scozzesi della famiglia (Scotti o figli di Scotus) fu aggiunto nel 1414 con diploma imperiale il cognome Douglas.

Plasio Bedurlo (secolo XII)

Il 14 febbraio 1180, volendo intraprendere il cammino di Santiago, Plasio Bedurlo fa testamento nella sua casa di Piacenza, alla presenza dei testimoni Gerardo Bonatti, Giovanni Petenario, Ariberto di Castello, Guido Ferrari, Gandolfo Bedurlo, Petracio di Vivolda, Giovanni di Pontenure, Salemo di Ianardo, Giovanni Ferrari, Alberto di Travazano. Istituisce erede la sorella («Ego Carenzam sororem meam heredem michi instituo») e dispone per la salvezza della sua anima («pro anima mea» ) lasciti in denaro a Gerardo Bonatti e Salemo di Ianardo.

Il documento è uno dei più antichi testamenti del territorio piacentino. Testimonia il ruolo importante di Piacenza come nodo viario sulle vie dei pellegrinaggi fin dall’alto medioevo.

Dati i pericoli che potevano incontrare durante il lungo viaggio e che spesso mettevano a rischio il ritorno, spesso i pellegrini facevano testamento prima di partire.

Donna Dolce, moglie di Bernardo Monaco (secolo XIII)

Il 4 agosto 1231 a Piacenza, nel chiostro della chiesa di San Giorgio, Dolce moglie di Bernardo Monaco di Turro fa testamento. Istituisce suoi eredi il fratello Bonviso ed i figli Guidetto, Giovanni ed Alchenda. A quest’ultima lascia 100 soldi piacentini e dispone che il rimanente debba essere diviso tra il fratello ed i due figli maschi. Per la salvezza della sua anima lascia 2.000 tegole al laborerio della chiesa di San Giovanni dei Frati Predicatori («delego pro anima mea laborerio ecclesie Sancti Iohannis fratrum predicatorum duo miliaria cuporum ibi conductorum»).

Donna Dolce si fa carico di una parte dei coppi per la copertura della chiesa dei domenicani che giunsero a Piacenza intorno al 1220 e, a seguito di donazioni ricevute nei pressi del rio Beverora, fondarono una chiesa con annesso monastero dedicata a San Giovanni “in canale” per distinguerla da altre omonime. Alla soppressione dell’Ordine del Tempio all’inizio del Trecento i domenicani si annetterono anche la vicina S. Maria del Tempio e relativo chiostro, ora scomparsi. Gli ordini mendicanti – francescani e domenicani –  costituiscono il segno distintivo della vita religiosa delle città duecentesche e  trecentesche.

Il testamento è stato rogato dal notaio Giovanni Iumello su imbreviatura del notaio Guglielmo di Cazelasco.

 

Io qui sottoscritto.

Testamenti di grandi italiani

21 aprile - 20 maggio 2017

Spazio Mostre di Palazzo Farnese

Piazza Cittadella, 29 - Piacenza

 

Orari:

martedì, mercoledì e giovedì ore 9.30 / 12.30

venerdì, sabato e domenica ore 10.00 / 19.00

 

INGRESSO GRATUITO

 

 

 

 

 

 

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Dal 4 aprile al Circolo dei Lettori di Torino “Io qui sottoscritto. Testamenti di Grandi Italiani”

Le antiche carte testamentarie raccontano storie. Rivelano non solo la situazione economica e familiare del loro autore, ma dicono anche molto sul suo animo, sulle scelte morali e civili, sulle sue propensioni e carattere. Il notaio Giulio Biino, che al Circolo dei lettori ha raccontato i retroscena della successione di quattro personaggi famosi, da Giacomo Puccini ad Alberto Sordi, da Luciano Pavarotti a Michelangelo Manini, porta nelle sale di Via Bogino 9 una mostra dedicata proprio all’ultima carta che venticinque grandi italiani hanno stilato insieme al proprio notaio.

I notai, infatti, sono da sempre i custodi delle ultime volontà personali e sanno quante idee, quanta ricchezza, quanta vita sono contenute nei documenti che ricevono.

Grazie agli Archivi Notarili, dunque, la mostra raccoglie le ultime parole di venticinque figure pubbliche che hanno contribuito a segnare la storia del nostro Paese. I loro testamenti ne svelano il volto umano e raccontano la loro vita. È il caso di Giovanni Agnelli, il cui testamento venne aperto dai familiari dopo la sua morte a Villa Frescot il 24 gennaio 2003 e, pochi giorni dopo, fu al centro di un incontro di famiglia. Di Giorgio Ambrosoli, avvocato, assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona. Del tenore Enrico Caruso, ma anche di Camillo Benso Conte di Cavour e del poeta Gabriele D’Annunzio. Poi Alessandro Manzoni, Giovanni Pascoli e Luigi Pirandello, Papa Paolo VI e Giuseppe Verdi. Il testamento della scrittrice Maria Grazia Deledda rivela una storia particolare. Così comincia: «Oggi ventisei aprile mille novecento trentacinque, pienamente sana di mente e di corpo dispongo delle mie ultime volontà» e testimonia il fatto che l’autrice di Canne al vento fosse una delle poche donne dell’epoca a possedere beni, e dunque a dover decidere a chi destinarli tramite l’ultima carta.

Durante l’inaugurazione, martedì 4 aprile, ore 19 al Circolo dei lettori, lo scrittore Bruno Gambarotta legge dal testamento di Camillo Benso Conte di Cavour.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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