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CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

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Notariato: dal Progetto Criminal Justice una proposta di riforma sui fallimenti europei

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15/06/2012

Nazionale

 

Si è svolto mercoledì 13 giugno, presso l’Auditorium del Consiglio Notarile di Roma, il convegno dedicato a: “Le prassi applicative in materia di reati connessi alle procedure di insolvenza e di amministrazione di beni sequestrati e confiscati alla criminalità nel rapporto tra norme nazionali e comunitarie”, secondo seminario italiano del Progetto Criminal Justice della Fondazione Italiana del Notariato cofinanziato dalla Ue per la formazione europea di magistrati, notai e avvocati sui riflessi penalistici dei fallimenti di imprese e società in Europa e sui profili problematici di sequestri e confische alle mafie nei paesi dell’Unione.

 

Alla presenza di esperti anche stranieri provenienti da Austria, Croazia e Slovenia e di rappresentanti della Guardia di Finanza, sono stati esaminati i riflessi del Regolamento Ue 1346/2000 sui fallimenti per il quale è in corso una consultazione da parte della Direzione Generale Giustizia Ue per una riforma e il recente Codice Antimafia in rapporto all’attività di Eurojust.

 

Molti gli spunti di riflessione e le proposte al legislatore interno e comunitario nel dibattito che ha coinvolto, tra gli altri, Nello Rossi, Procuratore aggiunto di Roma, Gaetano Cappellano Seminara, avvocato in Palermo con esperienza ultraventennale quale amministratore giudiziario di beni confiscati alla mafia, Pier Luigi dell’Osso, Procuratore Nazionale Antimafia Vicario e Nino Amadore, giornalista autore del libro “La zona grigia. Professionisti al servizio della mafia”. In particolare, è stata sollevata la necessità che la nuova regolamentazione dei fallimenti preveda un Registro europeo sul quale dare notizia dei fallimenti pronunciati negli Stati membri e un espresso chiarimento sull’estensione o meno del fallimento dei liberi professionisti anche paesi come l’Italia che non lo prevedono ove il fallimento sia dichiarato in uno Stato Ue. E’ emersa, inoltre, l’opportunità che il legislatore intervenga per meglio chiarire il ruolo dell’amministratore giudiziario nella dialettica con l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati onde non disperdere le best practice ad oggi maturate.

 

Di tutto ciò la Fondazione italiana del Notariato terrà conto nei lavori conclusivi del Progetto Criminal Justice elaborando una proposta di riforma, come richiesto dal bando della commissione Ue che lo ha finanziato e la cui prossima tappa è fissata per fine settembre a Madrid.

 

Per la prima volta un ordine professionale, il Notariato, ha sviluppato un progetto di formazione di livello internazionale sui temi dell’antiriciclaggio, dell’amministrazione dei beni confiscati della criminalità organizzata e lotta al terrorismo attraverso seminari di studi, e-learning, convegni e ricerche insieme alle istituzioni nazionali ed internazionali che si occupano di questi temi. Maggiori informazioni su: www.fondazionenotariato.it.
 

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