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CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

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Pesaro: Confindustria e notai a confronto sulle aggregazioni tra imprese

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02/04/2010

Territoriale

Si è svolto il 29 marzo scorso a Pesaro un convegno organizzato da Confindustria Pesaro Urbino e dal Consiglio dei distretti notarili della provincia, dedicato al tema del contratto di rete fra imprese: argomento di sicuro appeal e scelto non casualmente, ma per l’importanza strategica che questo nuovo e non sperimentato modello aggregativo potrà offrire alle piccole imprese che caratterizzano i distretti industriali italiani, se si riuscirà a diffonderne le potenzialità e le caratteristiche.

Il convegno, infatti, si propone come “vetrina” per rendere noto a livello locale l’avvio sul territorio delle sinergie e delle iniziative volte all’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto a livello nazionale tra la Piccola Industria di Confindustria ed il Consiglio Nazionale del Notariato, finalizzato ad avviare una collaborazione più stretta e proficua tra la categoria dei notai e il tessuto delle piccole e medie imprese.

Lo spirito di questa collaborazione e la finalità del convegno sono state illustrate negli interventi introduttivi del Presidente del Comitato Piccola Industria, Arturo Romani, e dal Presidente del Consiglio dei distretti notarili, Cesare Licini. Quest’ultimo ha voluto sottolineare la dimensione tanto economica quanto esistenziale dei bisogni di conoscenza nell’ambito delle zone geografiche connotate come distretti industriali, dove l’impresa è contemporaneamente attività di produzione, e dimensione delle comunità familiari all’interno delle quali le iniziative imprenditoriali sono nate, e quindi con implicazioni anche di diritto familiare e successorio, in specie, oggi, per quanto concerne il subentro generazionale. Contesto quindi la cui delicatezza individua nel notaio il consulente fiduciale più adatto ad affrontarlo. Licini ha sottolineato inoltre come sia avvertito dal notariato moderno il senso di inquietudine, di disorientamento e di perdita della fiducia che i cittadini soffrono a causa della crisi economica, come sia sviluppata la consapevolezza professionale del dovere solidaristico dello spirito di servizio, per contribuire con le istituzioni e le rappresentanze professionali locali a ricostruire il senso della sicurezza e quanto sia necessaria una vera cultura della prevenzione giuridica anche in materia di affari e di diritti patrimoniali.

Il Direttore generale di Confindustria Pesaro Urbino, avv. Salvatore Giordano, ha illustrato lo scenario macroeconomico in cui si trovano ad operare le nostre imprese a livello internazionale, delineando il ruolo di Confindustria nel favorire quei processi aggregativi che possono consentire alle aziende italiane di superare i propri limiti dimensionali, acquisendo nuova competitività per rispondere alle richieste dell’economia globalizzata.

Tre interventi sono stati dedicati invece all’illustrazione del contratto di rete d’impresa, un nuovo strumento giuridico di recente introdotto nel nostro ordinamento che può servire alle imprese dello stesso settore o della stessa filiera per realizzare in maniera collettiva progetti di interesse comune, ad esempio nel campo della ricerca, della commercializzazione dei prodotti o dell’approvvigionamento di beni e servizi.

Il dott. Marco Ravazzolo di Confindustria ha ricostruito le ragioni che hanno portato il Legislatore all’introduzione di questo nuovo contratto, Marco Maltoni, notaio a Forlì, con grande padronanza della materia ne ha delineato la disciplina ed illustrato le modalità di redazione, mentre il prof. Thomas Tassani, dell’Università di Urbino, si è soffermato sugli aspetti fiscali legati alla realizzazione di progetti comuni da parte delle imprese.

Il convegno, al di là degli aspetti tecnici, ha richiamato il mondo economico e quello dei professionisti alla stringente necessità di pensare a processi di aggregazione tra imprese, ed è stato assai proficuo per la percezione del notariato nel mondo industriale, poiché ha dato evidenza, assai apprezzata e riconosciuta, che i notai, se operano con moderna attitudine a dare risposte specialistiche ed informate a problemi pratici del cui spessore hanno consapevolezza, possono essere un’utile sponda e volàno per il mondo dell’impresa, smentendo il pregiudizio molto diffuso in quegli ambienti, che il notaio sia un freno allo sviluppo.

Per affrontare in maniera efficace le nuove sfide dei mercati, infatti, le PMI devono orientarsi a sopperire, con la collaborazione e la condivisione di alcuni aspetti della propria attività, al limite rappresentato dalle loro dimensioni. L’esasperata competizione mondiale esige, di fatto, sempre maggiore produttività ed efficienza sia dalle imprese e, in generale, dal nostro sistema economico, sia dalla pubblica amministrazione, spesso vissuta più come un ostacolo che come un supporto alla crescita.

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